REWRITE THE STARS - RECENSIONE

 

Titolo: Rewrite the stars

Autore: Charleigh Rose

Casa Editrice: Hope Edizioni

Stelle: 3/5

Cosa abbinare a questo libro: un sacco di popcorn

 

Più di un secolo fa, i maschi della mia famiglia sono stati maledetti. È un fatto risaputo, con cui conviviamo nell’unico modo che conosciamo: andando incontro alla morte a testa alta. Ogni sera, durante le nostre esibizioni. Ogni giorno e ogni notte, quando non ci permettiamo di sviluppare legami. Perché sappiamo già come andrà a finire. Mi chiamo Sebastian McAllister e non posso amare nessuno. Neanche lei.

A volte capisci quanto la tua vita sia privilegiata solo nel momento in cui quel privilegio finisce, e il tuo piccolo mondo perfetto si ribalta. E può anche capitare che ti rendi conto all’improvviso di quanto quel privilegio fosse vuoto e non ti appartenesse. Allora… inizi a cercare qualcosa. Qualcosa di diverso, di tuo. Per me, quel qualcosa è in realtà un qualcuno. Una figura sfuggente che non ho mai dimenticato, e che decido di seguire nel suo mondo misterioso e itinerante che è l’opposto del mio. Un ragazzo che mi guarda come se fossi acqua nel deserto, e mi evita come se fossi la peste. Mi chiamo Evangeline Thorne, Evan, per gli amici. E amo un uomo che non potrò mai avere.

 

Vorrei iniziare questa recensione dicendo che ho deciso di non dare meno di tre stelle, visto che in quanto scrittrice so che lavoro esiste dietro alla stesura di un libro, ma devo riconoscere che questo romanzo è stata una delusione completa.

Iniziamo dalla trama: sulla carta è davvero interessante, mi aspettavo quasi una sorta di paranormal romance, vista la presenza di una maledizione. Infatti, era questo argomento che mi aveva spinto a richiedere il libro. E invece di questa maledizione praticamente non si parla, viene fuori solo alla fine del libro e si risolve nel giro di quattro pagine.

Insomma, mi sono ritrovata tra le mano un romance ambientato in un luna park e sicuramente indirizzato a un pubblico di giovanissimi. E anche stavolta ho ritrovato alcuni trope che non gradisco e dei quali avevo parlato anche in altre recensioni.

Iniziamo da Evan, la protagonista: una ragazza che da ricchissima diventa povera e, di nuovo, assistiamo alla presenza di genitori tossici, che nemmeno sanno dove sono i figli o che li derubano e li feriscono in ogni modo. Quindi Evan sceglie di mollare tutto a diciotto anni e di seguire di nascosto Sebastian nel luna park dove lui si esibisce. Lei è bellissima, ovviamente, e anche lei come la maggior parte delle protagoniste di questo tipo di romance si “dimentica” di mangiare o mangia pochissimo. Non è un gran messaggio da lanciare, soprattutto se si pensa che sono le giovanissime a leggere queste righe.

Altra cosa: da metà libro in poi i due protagonisti iniziano a fare sesso ovunque. Ma, a mio avviso, si tratta di scene ripetitive, dozzinali e anche un po’ noiose, difatti a un certo punto ho iniziato a saltarle a piè pari, anche perché nulla hanno a che fare con lo svolgimento della trama.

Ho avuto l’impressione che Evan e Sebastian, come anche tutti gli altri personaggi, si muovessero in modo in po’ isterico, come palline da flipper impazzite, e che l’autrice avesse voluto mettere troppa carne al fuoco, infarcendo il libro di azioni che hanno poco senso e che, come la trama della “maledizione”, si risolvono alla fine del libro in pochissime righe. A questo punto sarebbe stato meglio non parlarne neppure.

Mi spiace, ma in questo libro non ho visto né una crescita dei personaggi, né uno sviluppo della trama coerente e mi sono annoiata a leggere le interminabili descrizioni del sesso tra Evan e Sebastian.

 

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