DELITTO DI MEZZANOTTE - REVIEW TOUR
Titolo: Delitto di mezzanotte
Autore: Marcello Simoni
Casa Editrice: Newton Compton Editori
APRILE 1794.
Durante una notte di tempesta che imperversa sulla Garfagnana, il maestro di
cappella del duomo di San Pietro di Castelnuovo viene trovato morto all’interno
di un confessionale: mani e piedi legati, la fronte segnata da un simbolo
misterioso, il cranio aperto come un calice. A indagare sull’omicidio saranno
Vitale Federici e il suo giovane discepolo, Bernardo della Vipera. Ma a tenerli
impegnati non sarà soltanto la caccia all’assassino: nel duomo si sospetta,
infatti, la presenza di un manoscritto eretico attribuito al poeta Ludovico
Ariosto; mentre nei pressi di una rocca vicina si svolgono rituali oscuri che
coinvolgono una loggia massonica alla quale sembrerebbe appartenere Elisabetta
Caminer Turra, giornalista e tipografa dal fascino ambiguo. Tra fede, potere e
passioni nascoste, ogni indizio conduce a nuove rivelazioni. E più si
avvicineranno alla verità, più Vitale e Bernardo comprenderanno di dover
svelare un mistero più pericoloso di quanto avessero immaginato.
Il blog
Unabennytrailibri partecipa al Review Party organizzato dal blog Gli Occhi del
Lupo per il libro “Delitto di mezzanotte”, Marcello Simoni, edito da Newton
Compton che ringrazio davvero molto per la copia cartacea.
Se siete amanti
dei gialli storici questo ultimo lavoro di Marcello Simoni sulle avventure di Vitale
Federici fa proprio per voi e preparatevi a perdervi nel passato in un mondo di
simboli esoterici, vendette e nobili che si credono al di sopra di tutto, ma
soprattutto di tutti.
Per tutta la
durata del libro, infatti, si nota l’insofferenza di Federici, precettore di
Bernando della Vipera, rivolta soprattutto ai discorsi di alcuni nobili, di Ugo
degli Aldobrandeschi detto “Conte di Carta” su tutti, che fanno nei confronti
di coloro che non è loro pari.
Federici arriva
da una famiglia nobile decaduta e non ha più quei privilegi che paiono scontati
a chi ancora è ancorato saldamente ai suoi privilegi, anche in maniera del
tutto gratuita.
Faccio questa
premessa perché è importante immergersi completamente nell’atmosfera
dell’epoca, dove innegabilmente c’erano persone di serie A e altre di serie B.
Si parte dalla
prima vittima, Mastro Duccio della Spada, maestro di cappella al duomo di San
Pietro di Castelnuovo, luogo sperduto nella Garfagnana. Il suo corpo viene
ritrovato nel confessionale del duomo orribilmente mutilato e con un simbolo
disegnato su quel che rimane della sua fronte. Il conte Artemio della Vipera
incarica subito il precettore di suo figlio, Federici appunto, di indagare con
discrezione.
E a questo punto
si aprono una serie di storie che si intrecciano una con l’altra e Federici si
ritroverà a dover far fronte ad altre vittime, ugualmente sfigurate e con
questo simbolo particolare tracciato addosso. Non solo: dovrà anche tenere a
bada Fra Saverio Castracani, membro della Congregazione dell’Indice, convinto
che in quel duomo sia nascosta una Ottava Satira di Ludovico Ariosto.
A questo si intrecciano
anche una setta massonica segreta, Anton Mesmer, la storia del Moloch e
soprattutto i simboli misteriosi.
Sarebbe
impossibile riassumere tutto in poche righe e non lo voglio neppure fare perché
credo che questo sia un libro da leggere e degustare con tutta calma. Solo così
si possono apprendere tutte le spiegazioni e teorie che Simoni ha disseminato
in tutte le pagine di questo bellissimo giallo storico, pregno di nozioni
filosofiche ed esoteriche.
Belli anche i
passaggi nei quali si vede Federici prendere appunti e ragionare sui fatti
accaduti seguendo sempre la logica e soprattutto quando interroga le persone,
annientandoli con la sua dialettica e i suoi ragionamenti.
Il mistero, alla
fine, viene risolto, ma non è importante il come viene risolto, ma il lungo
percorso, anche iniziatico, che Federici compie per sbrogliare la matassa. Un
libro davvero interessante, che merita più di una lettura per comprendere fino
in fondo ogni chiave di lettura e ogni informazione che l’autore ci regala.
Infine, mi
permetto di ringraziare l’autore per aver inserito in questo libro la figura di
Elisabetta Caminer Turra, giornalista e tipografa del Giornale Enciclopedico.
Una donna libera e forte, lavoratrice curiosa e intelligente che partecipava
attivamente alla vita culturale della sua epoca e che ovviamente venia
osteggiata e censurata. Una donna mancata troppo presto e che tanto poteva
ancora dare e dire alla cultura.

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