DELITTO DI MEZZANOTTE – BLOG TOUR

UN DELITTO NEL DUOMO: IL CASO CHE SCONVOLSE CASTELNUOVO NEL 1794

 

Il blog Unabennytrailibri partecipa al Blog Tour organizzato dal blog Gli Occhi del Lupo per il libro “Delitto di mezzanotte”, Marcello Simoni, edito da Newton Compton che ringrazio per la copia omaggio. La mia tappa si intitola “Un delitto nel duomo: il caso che sconvolse Castelnuovo nel 1794” e si focalizza proprio sul cuore di questo romanzo.

Siamo in Garfagnana alla fine del Settecento e, durante una notte nella quale un temporale infuria, il maestro di cappella di San Pietro di Castelnuovo, Duccio della Spada, viene rinvenuto cadavere nel confessionale del duomo. È legato e immobilizzato, il suo cranio è stato scoperchiato e soprattutto su quel che resta della fronte è presente u simbolo misterioso. Parte da qui la quarta avventura di Vitale Federici e del suo giovane discepolo Bernardo della Vipera, che saranno coinvolti entrambi nella risoluzione del caso che, a mano a mano, diventa sempre più intricato e complesso fino ad arrivare a una conclusione davvero inaspettata. E non è tutto: oltre a capire chi può celarsi dietro a questa mano misteriosa che farà altre vittime e traccerà altri simboli, Federici dovrà anche far fronte a un frate mandato a cercare un misterioso e inedito manoscritto eretico scritto da Ludovico Ariosto e pare nascosto proprio nel duomo. E tanto per non farsi mancare nulla Federici dovrà anche capire se è vero che una loggia massonica nei dintorni compie alcuni riti oscuri.

Insomma, molta carne al fuoco che comunque Vitale Federici e il suo pupillo Bernardo riusciranno a districare anche a costo di mettere in pericolo la propria vita. Il rapporto tra i due è infatti fondamentale per la risoluzione del caso. Tra il precettore e il suo discepolo ci sono solo sette anni di differenza e si nota come Bernardo si senta amico del mentore che il padre ha scelto per lui: lo difende da ogni parola cattiva che sente su di lui e cerca di comportarsi come lui. Vitale, dal canto suo, insegna con scrupolo, anche se ogni tanto si nota una certa insofferenza verso il suo lavoro visto che lui fa parte di una famiglia nobile caduta in disgrazia. È palese che parecchie volte si senta al posto sbagliato, dall’altra parte di un muro che lui non può più attraversare e per questo ne soffre. Proprio per questo ha sviluppato una cultura e una dialettica davvero particolari per non sfigurare con nessuno.

Ha sviluppato anche delle doti di osservazione davvero acute e questo già si può notare nella scena di apertura del libro, quando viene scoperta la prima vittima nel confessionale. Il giorno dopo, corpo a parte perché è già stato spostato, Federici si ritrova sulla scena del delitto e, su invito di Artemio della Vipera, inizia la sua investigazione cercando di recuperare tutti i particolari del luogo dove è avvenuta l’uccisione.

Non sarà facile per lui, ma con la sua deduzione e il suo acume si dimostrerà ancora una volta un esperto di filosofia del delitto, come Bernardo lo definisce davanti ai religiosi e agli amici nobili del padre.

Ci sarebbero davvero moltissime cose da dire su Vitale Federici e Bernardo della Vipera, ma per queste vi rimando alla mia recensione che uscirà davvero a breve.

E lì vi parlerò anche di una figura femminile co protagonista del libro ed esistita realmente.

Ma questa è un’altra storia e vi toccherà aspettare qualche giorno per leggerla nella mia recensione.

 

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