DANGERLESS - RECENSIONE
Titolo: Dangerless
Autore: Carla Elisa Guarino
Casa Editrice: Just Read Edizioni
Stelle: 4/5
Cosa abbinare
a questo libro: un calice
di Primitivo rosso
Rebecca ha
imparato a vivere in equilibrio. A non sporgersi troppo. A non rischiare più di
quanto sia necessario per restare in piedi. Dopo la perdita che ha spezzato la
sua famiglia, l’unico luogo in cui si sente davvero al sicuro è sospesa in
aria, tra i tessuti rossi della danza aerea, dove il vuoto sotto di lei fa meno
paura di quello che porta dentro. Ma un giorno nella vita di Rebecca arriva un
segno inatteso. Una margherita lasciata sul parabrezza. Un bigliettino anonimo.
Qualcuno ha deciso di avvicinarsi con delicatezza, di intrecciare il proprio
cuore al suo senza strappare le ferite ancora aperte. Ma amare significa anche
esporsi. Significa saper perdere l’equilibrio. Significa accettare che il
pericolo non è cadere ma restare fermi. Rebecca riuscirà a fidarsi ancora? O
resterà per sempre sospesa, senza mai lasciarsi andare?
Dangerless di Carla Elisa Guarino è un romanzo
corale, dove più personaggi chiedono
visibilità e spazio per la propria storia personale.
Perno di tutta la
vicenda è Rebecca Di Luce, ventenne che ha perso il padre in maniera tragica un
paio di anni prima e da quel momento si è chiusa in se stessa, perdendo ogni
riferimento della realtà di tutti i giorni e cercando di sopravvivere, ma
diventando, in alcuni momenti, poco riflessiva, supponente e a tratti anche
egoista.
Accanto a lei gravitano
sua madre Lucia, anche lei alla disperata ricerca di un nuovo equilibrio dopo
la perdita del marito, gli amici Veronica, Simona, Marvel e Riki, ognuno con un
suo ruolo, una sua vita e un suo dolore. E poi arrivano Jacopo e Natalyn i
vicini del piano di sopra, uno una vecchia conoscenza di Rebecca, l’altra una
new entry con la quale scoppia un’enorme antipatia fin dai primi momenti.
Eppure, sarà proprio in un confronto con Natalyn che Rebecca capirà una serie
di errori commessi nei confronti delle persone che le stanno più vicine e che
le vogliono bene. E forse sarà ancora in tempo per ricomporre i cocci di un
amore che sembra perduto.
L’autrice sceglie
di raccontarci alcuni mesi nella vita di queste persone, mesi nei quali succede
di tutto, come solitamente capita nella vita reale. Il punto cruciale è che qui
ognuno pensa a se stesso e spesso gli amici non si ritrovano ad aiutare gli
altri. Ci si impunta per orgoglio e tra le pagine si evince che questo non è
certo il comportamento ideale, anche se si è giovani e un po’ incoscienti.
Rebecca ha una
sola passione, la danza aerea, e grazie a quella riesce ad avere un minimo di
contatto con la realtà, cosa che le permetterà di ritrovare un equilibrio, soprattutto
dopo un duro confronto con la madre.
Di questo libro,
però, non ho gradito le eccessive descrizioni che hanno reso la lettura
veramente complessa. Un esempio su tutti: non ho interesse a leggere le azioni,
una dietro l’altra, che Rebecca compie quando parcheggia. Ferma la macchina,
toglie la cintura, spegne la radio, apre lo sportello e via dicendo. Azioni non
molto interessanti che rallentano la lettura.
Altra cosa: è
vero che c’erano molti personaggi, tutti con uno spazio, ma i salti di POV
anche nello stesso capitolo spesso mi hanno fatto tornare indietro per capire
se mi fossi persa qualche pezzo per la strada. Soprattutto verso la fine, quando ci sono
talmente tanti personaggi tutti assieme nello stesso momento che ho trovato una
“Giulia” che non era ancora mai comparsa, ma forse ci si è sbagliati a
nominare Greta, la nipotina di Simona.
Anche la
conclusione mi ha fatto alzare un sopracciglio: anche se c’è un seguito in
arrivo, avrei preferito una finale un po’ più completo, sebbene aperto.
In conclusione,
si può dire che l’autrice abbia tracciato uno spaccato di vita nelle giornate
di personaggi di vari età che cercano il loro spazio e che nel loro intimo
hanno conservato una sorta di innocenza, sia pur apparendo, a volte, egoisti anche
se non lo sono. L’amicizia e i buoni sentimenti alla fine sono alla base di
tutto, anche nella vita di questi giovani, ed è un bel messaggio che Guarino
lancia.
Nel linguaggio
dei fiori la margherita, i fiori che Rebecca riceve dall’ammiratore misterioso,
significa proprio questo: innocenza. E questo è un sentimento che Rebecca, la
madre e gli amici devono conservare in loro stessi.

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