LA VOCE DELLE OMBRE - RECENSIONE
Titolo: La voce delle ombre
Autore: Tanja Mengoli
Casa Editrice: Ode Edizioni
🌟Stelle: 3.5/5
Cosa abbinare
a questo libro: una bella
pila di pancakes con molto sciroppo, come le colazioni a NY
Rei Graves
muore ogni notte. Pittore dal talento vive gli omicidi attraverso gli occhi
delle vittime, dipingendo sulla tela il loro ultimo istante. Perseguitato dagli
spettri che reclamano giustizia, decide di usare la sua maledizione per dare
voce agli indifesi. Sean Ephyretios è un necromante capace di evocare i morti,
interrogarli, costringerli a parlare. Segnato da un trauma che gli ha lasciato
una gamba fuori uso e l'anima in pezzi, ha smesso di credere nel futuro. Rei e
Sean si trovano a collaborare nelle indagini che coinvolgono il NYPD e la
Tirannide sui brutali omicidi nel Queens, dove un "Boia" esegue
antiche punizioni medievali. Un necromante e un "ascoltatore".
Tanja Mengoli
chiude il ciclo della Tirannide con l’ultimo libro “La voce delle Ombre”. E
come negli altri libri, anche qui troviamo una coppia che unisce le forze
contro un nemico che sta compiendo una vera propria strage di persone,
ispirandosi alle punizioni che nel Medioevo erano solite abbattersi sui
bugiardi, i rissosi e i calunniatori, tanto per citarne solo alcuni.
Sono Rei Graves e
Sean Ephyretios coloro ai quali toccherà compiere questa indagine in una corsa
contro il tempo in una New York che nasconde in sé esseri sovrannaturali e
assas*ini impietosi.
Rei è un pittore
e un medium, quando sente che sta andando in trance sa che al suo risveglio
troverà una tela sulla quale avrà dipinto gli ultimi attimi di qualcuno che è
stato uc*iso ed è conscio del fatto che quindi ogni particolare lì ritratto è
fondamentale.
Sean è un
necromante, viene da una famiglia capace di evocare gli spiriti. Ed è questo
che lui fa come membro di quella associazione chiamata Tirannide: convoca gli
spiriti dei defunti e li interroga per capire come sono andate le cose, anche
se le cose non sono sempre semplici.
Entrambi si
portano addosso cicatrici, morali e fisiche, e cuori spezzati.
Rei, ventinovenne
che cerca di sopravvivere in un mondo che non sente del tutto suo, ha avuto di
recente una forte delusione d’amore. Sean, trentottenne, ha appena chiuso il
suo matrimonio con Phil e anche lui si sente in bilico tra due mondi. Unire le
forze sarà per loro fondamentale per fermare “Il Boia”, così viene chiamato il
serial killer che diviene il suo incubo, soprattutto quando chi viene preso di
mira sarà proprio Rei.
Tanja Mengoli ha
creato un mondo, ricco di personaggi, ognuno con la propria storia. Racconta di
tutti con dovizia di particolari, anche troppi qualche volta.
Questo mi porta a
dover fare una confessione: non ho gradito la lunghezza di questo libro (più di
500 pagine), non tanto per la lunghezza in sé, ma per il tirare in lungo alcuni
episodi della trama. A tratti mi ha dato l’impressione di allungare il tutto
apposta, ripetendo concetti e azioni che potevano essere risolti con qualche
pagina in meno.
Anche il rapporto
tra i due personaggi mi ha lasciato con qualche dubbio. Rei e Sean si
innamorano e questo amore sarà una forza in più per loro per riuscire a
risolvere la loro impresa. Però due persone come loro, un quasi quarantenne e
un quasi trentenne che per lavoro fanno un mestiere tostissimo, li vedo con
difficoltà a comportarsi come due sedicenni alla prima cotta per tutta la
durata del libro. Due adulti che parlano con i morti e che hanno a che fare con
i peggiori killer a mio avviso difficilmente potrebbero vivere in maniera così
adolescenziale una storia d’amore che li vede protagonisti. Queste sono le pecche che ho trovato in un
romanzo comunque scritto bene e con una trama interessante.

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