INGRANAGGI UMANI - RECENSIONE
Titolo: Ingranaggi umani
Autore: Laura Castellani
Casa Editrice: Delrai Edizioni
Stelle: 🌟3/5
Cosa abbinare
a questo libro: caffè,
meglio se nero e bollente
Quattro vite
si muovono nello stesso mondo senza toccarsi davvero, incastrate in abitudini
che chiamano normalità. Ognuno ha costruito il proprio equilibrio su ciò che
evita: domande scomode e desideri mai ammessi. Tuttavia, certi pensieri non
restano sepolti per sempre. Tornano. Insistono. E quando la superficie si
incrina, ciò che emerge non è la libertà, è il prezzo da pagare per ciò a cui
hanno rinunciato. Le loro esistenze si riflettono, si disturbano e si mettono a
nudo. Perché a volte la vera difficoltà non è cambiare vita… ma accorgersi di
non averla mai vissuta davvero.
Quattro persone,
quattro solitudini differenti che si ritrovano a lavorare in uno stesso
ufficio. Il Normodotato, la Sibilatrice, lo Zerbino, il Resiliente, questi i
soprannomi di questi personaggi che ci mostrano uno spaccato delle loro vite.
Ognuno di loro è solo a suo modo e possiede delle manie o delle ossessioni che lo
rendono unico nel suo genere, certamente non in senso positivo.
Ciascuno di
questi racconti non mostra solo lo spaccato di vita proprio del protagonista,
ma descrive anche le dinamiche che il protagonista in questione ha con i
colleghi di lavoro e la vita di ufficio. Ufficio dove, tra partentesi, non
lavorerei nemmeno pagata il triplo dello stipendio normale.
Queste quattro
vite si avvitano tra loro, avvicinandosi e allontanandosi allo stesso tempo,
cercando di creare un muro davanti a sé per non creare opportunità agli altri
di ferirli, ma cercando il buco nel muro dell’altro, proprio per riuscire a
forarlo e colpire là dove fa più male.
Sono
essenzialmente quattro persone sole, quattro persone perse tra la rabbia, il
dolore e le ossessioni, persone che stanno correndo verso un’inevitabile
conclusione della loro vita.
Si tratta di
quattro racconti, alcuni più interessanti, altri un po’ meno, quattro storie
che l’autrice decide di raccontare con una voce interiore che a lungo andare affatica
un po’ la lettura.
Altra cosa che mi
ha convinto poco sono stati i racconti fatti dagli uomini: mi sono sembrati un
po’ ripetitivi, entrambi odiano le mogli allo stesso modo, quasi con le stesse
frasi. Visto che si tratta di un libro che spazia tra la narrativa psicologica
e quindi bisogna prestare particolare attenzione a tutto ciò che si legge,
avrei magari alleggerito alcuni punto, avrei snellito qualche passaggio tanto
per rendere la lettura un po’ più agevole. Invece, in alcuni punti, mi è parso
che ci fosse un allungamento nel raccontare la storia francamente un po’
inutile.
Alla fine, credo
che tanti di noi si siano trovati a sentirsi pesci fuori d’acqua in certi
ambienti lavorativi, soprattutto con taluni colleghi. Ci si è trovati tutti,
come dice il Resilente, a essere costretti in un luogo che pare “una discarica
umana”, ed è certamente interessante vedere come certi ingranaggi del cervello
e della psiche possono reagire in determinate condizioni.
Un libro da
leggere senza dubbio se si vuole guardare con occhi diversi, e sospettosi, i
colleghi e il capo ufficio.

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