LUCE DI NOTTE - RECENSIONE
Titolo: Luce di
notte (racconto lungo)
Autore: Decimo
Tagliapietra
Casa Editrice: Scheletri
Ebook - collana Oltre
Stelle:🌟 5/5
Veneto, anni
'50. Orfanadio è un piccolo borgo di montagna dove non succede mai nulla finché
la comunità non viene sconvolta dal brutale omicidio di Silvia Terrasanta. Giacomo
Stani, il figlio tredicenne del maresciallo, ottiene il permesso di seguire il
padre nelle indagini, entrando così in un mondo fatto di segreti rurali, furti
di legna e tradimenti taciuti tra le osterie e le stalle del paese. Chi sarà il
colpevole?
Ci vuole talento
per condensare un thriller in quarantanove pagine e Decimo Tagliapietra ne ha
da vendere. Non a caso questo suo racconto “Luce di notte” è stato finalista al
Gran Giallo di Cattolica nel 2021 ed è stata un’ottima idea utilizzarlo per
inaugurare “Oltre” la nuova collana di Scheletri Ebook dedicata ai thriller.
Ed eccoci in
Veneto, negli anni Cinquanta. Noi lettori seguiamo assieme al giovane Giacomo
Stani una manciata di ore, quelle necessarie per risolvere il delitto di Silvia
Terrasanta. Giacomo è il figlio di Amedeo maresciallo di Orfanadio, un piccolo
paese di montagna, dove succede così poco che il padre riesce tranquillamente
ad affiancare il lavoro di contadino a quello di maresciallo.
Quando capita
questa tragedia, quindi, si potrebbe pensare che tutto verrà risolto in poco
tempo: siamo in un paesino, si conoscono tutti, collaboreranno. E invece no.
Dovete sapere che
io vengo da una cittadina veneta, un pochino più grande di Orfanadio, ma sempre
paesino di campagna è. Quindi vi posso assicurare che ciò che racconta
Tagliapietra è più che vero: pettegolezzi e omertà impediscono di portare
avanti un’indagine, forse anche in maniera peggiore rispetto a una grande
città .
Perché in questo
caso il conoscersi tutti implica il fatto di essere tutti sospettati, in un
gioco alla Agatha Christie (che viene anche nominata) che ti porta a dover
mettere in ordine parecchi pezzi di un puzzle.
Giacomo ha chiesto
al padre di andare con lui ed è lui che, alla fine, metterà insieme le fila di
tutto, quadrano un cerchio che sembrava non avere soluzione e scoperchiando un
mondo sotterraneo fatto di furti, di amori nascosti e illeciti e malumori.
E tutto questo in
quarantanove pagine, nelle quali scopriamo un mondo fatto di persone reali, che
Tagliapietra descrive in maniera precisa e puntuale, riuscendo a far scorrere
sotto i nostri occhi immagini che sembrano uscire da un fil,
Penso a Sergio
Mezzapria, il barista che ha studiato o a Umberto che produce statuine e
oggetti in legno, tanto per citarne solo due.
E noi osserviamo
tutto con gli occhi di Giacomo, ci poniamo le stesse domande che lui fa al papà ,
studiamo le persone, i fatti, i posti. E ce ne torniamo a casa con una spuma e
uno zufolo di legno con un tappo, regali che ci siamo guadagnati da alcuni
testimoni che sono comunque sempre gli amici di una vita del maresciallo. Alla
fine, è a Giacomo che si deve la risoluzione di una storia che è terribile
nella sua semplicità e che ci lascia a bocca aperta. Un grande stile narrativo corredato
da belle illustrazioni di Alessandro Balestra.
Un ultimo
appunto: ho lasciato nella mia recensione un indizio per arrivare alla
soluzione del caso, ma lo capirete solo arrivando alla fine del racconto. Provate
a cercare l’indizio qui e poi a leggere “Luce di notte”: potreste arrivarci
prima della fine, comunque!

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