IL TEMPO DELLE VIOLE- BLOG TOUR

 

Il blog Unabennytrailibri partecipa al Blog Tour organizzato dal blog Gli Occhi del Lupo per il libro “Il tempo delle Viole” di Elena Commessatti, edito da Newton Compton Editori. La mia tappa prevede un approfondimento sul folklore friulano, in particolare sulle Agane, le fate dell’acqua.

Le Agane sono tra le figure più affascinanti e misteriose del folklore del Friuli-Venezia Giulia: spiriti femminili che sembrano emergere direttamente dall’acqua, dalle rocce e dal respiro antico delle montagne. Raccontarle è un po’ come inseguire un riflesso su un torrente: appena credi di averle afferrate, si trasformano e ti lasciano da solo a cercare di capire se quel che hai visto era realtà oppure un sogno. Sono descritte come bellissime, con capelli lunghi e fluenti, dorati o scuri. Le puoi trovare soprattutto nei sorgenti e nei ruscelli, perché l’acqua è il loro elemento identitario, ma anche, come dicevo prima, in alcuni anfratti tra le montagne e a volte anche dentro a mulini abbandonati. Questo perché rappresentano proprio la natura del posto, acqua e terra che si prendono per mano e formano questa magnifica regione italiana. Sono, in un certo senso, la voce del paesaggio: dove c’è un luogo isolato e suggestivo, lì potrebbe abitare un’Agane.

Le Agane possono aiutare gli esseri umani insegnando come filare oppure possono proteggere i luoghi della natura vicino agli insediamenti degli uomini. Possono però diventare vendicative se disturbate e puniscono chi invade i loro spazi senza permesso. Infatti, se si vuole entrare in contatto con loro bisogna sempre chiamarle, annunciarsi, far capire che si è lì per loro. Ed è quello che fa sempre Aurora, una delle protagoniste del libro, una ragazza che abita fuori dalla grande città di Udine, in un paesino nascosto dagli alberi e dal Tagliamento. Quando vuole vederle si annuncia e aspetta che siano loro a farsi vedere.

Un tratto ricorrente nelle leggende è che le Agane, per quanto incantevoli, nascondono qualcosa di “non umano”. Spesso si dice che: abbiano piedi deformi, caprini o rivolti al contrario. È il marchio tipico delle creature fatate europee che sta a significare che sotto la bellezza si nasconde spesso qualcosa di pericoloso, quantomeno nelle creature sovrannaturali.

 Dal punto di vista simbolico, le Agane rappresentano la forza indomabile della natura, il fascino e il pericolo dell’ignoto, il confine tra mondo umano e selvaggio

Il loro aspetto doppio, bellissimo, ma imperfetto, racconta una verità antica: ciò che incanta può anche ferire.

Le Agane, quindi, non sono semplici fate, ma presenze più antiche, più ruvidamente scolpite nella tradizione orale. Se dovessimo immaginarle oggi, potremmo vederle così: una figura che emerge da una sorgente all’alba, capelli bagnati, occhi profondi… e un sorriso che non promette nulla di rassicurante!


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