COUNTRY ZOMBIE APOCALYPSE 5 - RECENSIONE
Titolo: Country
Zombie Apocalypse 5
Autore: L.
Filippo Santaniello
Casa Editrice: Delos Digital
🌟Stelle: 5/5
In viaggio per
salvare la sorella dalla madre cannibale, Lando è costretto a un’improvvisa
deviazione in quel di Terni. Intanto, l’azienda ammazzazombie più famosa
d’Italia parte per un’urgente missione di pronto intervento. Brividi e risate
on the road. In viaggio, a metà strada tra Milano e la Calabria, Lando incontra
il napoletano Sasà: runner cinematografico logorroico ed erotomane, reduce da
una brutta esperienza con un’attrice zombie. Lando e Sasà stringono
un’improbabile ma esplosiva amicizia che si fa ancora più stretta quando
restano intrappolati nel cinema di un centro commerciale infestato di
ritornanti. Poco distante, sulle dolci colline ternane, Resident Ivo è alle
prese coi maiali infetti, quando scorge un incendio in lontananza: sta andando a
fuoco proprio il centro commerciale dove si trovano Lando e Sasà. Armati fino
ai denti, Resident Ivo, Al Crepuscolo e nonno Igino in hangover d’acquavite
partono per una missione di salvataggio al limite dell’assurdo.
Ed eccoci
arrivati alla quinta parte delle avventure di Al Crepuscolo, nonno Iginio (a cui inizio a somigliare per la mia veneta attitudine a gradire la grappa), nonna
Clotilde e Resident Ivo.
Anche qui, come
nel volume precedente, l’autore sceglie di aspettare qualche capitolo prima di
introdurre i personaggi a cui siamo legati e si concentra sul vissuto degli
altri protagonisti che abbiamo iniziato a conoscere nelle puntate precedenti.
Scelta molto giusta, a mio avviso, perché si inizia a capire bene le
personalità di tutti gli altri.
Santaniello ci
introduce nella vita di Greta, Lando e Sasà iniziando proprio dalla ragazza,
ora preda e della mamma ridotta a Ritornante e di uno psicopatico che, non si
sa perché, ha deciso che deve essere lei la vittima della sua pazzia.
Tutto parte
proprio da Greta, la ragazza che a differenza del fratello aveva deciso di
rimanere nel paesello calabrese vicino ai genitori e di dedicarsi a loro.
Eppure, si scopre, una vita precedente l’aveva avuta, e che vita. Greta era, ed
è tuttora, una bellissima ragazza che pensava di poter sfondare nel mondo dello
spettacolo. Ma un provino non andato esattamente come immaginava l’aveva fatta
tornare di corsa a casa in Calabria e l’aveva privata di ogni vitalità e di
ogni desiderio. Sogni spezzati, respiri mozzati nel ricordo di ciò che non si
riesce a dimenticare, Greta pensava di vivere già come uno zombie perché non
riusciva a provare più nulla. Quando si trova faccia a faccia con la madre
zombie, però, si rende conto che non era così che si immaginava che un mostro
si comportasse. Sua madre ha una grande vitalità mentre tenta di mangiarla, lei
invece si era ovattata nel suo mondo.
E come fa tutto
questo a far luce anche sul vissuto di Lando e Sasà? Ecco, diciamo senza fare
troppi spoiler, che c’è una persona che lega tutti e tre i nuovi protagonisti e
quando Lando lo scopre qualcosa nella sua mente lo fa decidere di agire nella
maniera più irrazionale possibile, soprattutto pensando di poter seguire i
consigli di Sasà.
Risultato? I due
si ritroveranno in un centro commerciale di Terni a dare fuoco al cinema dove
sono richiusi alcuni zombie. Peccato che, una volta aver appiccato il tutto, la
porta non si apra più e quindi Lando e Sasà sono chiusi assieme ai nemici che
volevano eliminare. Ed è a questo punto che entrano in gioco Al, Ivo e il
nonno, questa volta molto seccato perché i suoi maiali tramutati in zombie sono
stati abbattuti. Vedono il fumo e capiscono la gravità della cosa dirigendosi
subito lì. Peccato che non sappiano quanti altri guai sicuramente dovranno
passare per togliere Sasà e Lando dal pericolo dove si sono ficcati.
Ho trovato questa
parte del lungo racconto diviso in vari volumi molto più intimista dei
precedenti. Filippo Santaniello ha descritto alla perfezione il disagio di
Greta, i suoi sogni e le sue illusioni che vengono infranti nella maniera più
vile e cattiva possibile. Soprattutto mi ha colpito la descrizione dello stato
d’animo di lei, che dopo il fatto si limita a sopravvivere, non più a vivere. E
spero davvero di scoprire nel prossimo appuntamento che Greta ce la faccia, non
solo a sopravvivere, ma a tornare a vivere.

Un'ambientazione decisamente intensa! Non sono un grande esperto di apocalypse fiction, ma il post trasmette un bel po' di suspense.
RispondiEliminaGuarda una saga divertentissima tra l'altro!
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