COUNTRY ZOMBIE APOCALYPSE 4 - RECENSIONE

 

Titolo: Country Zombie Apocalypse 4

Autore: L. Filippo Santaniello

Casa Editrice: Delos Digital

🌟Stelle: 5/5

 

Una nuova sanguinosa avventura attende Al Crepuscolo nell’Italia dei ritornanti ma stavolta oltre a maiali infetti e contadini antropofagi dovrà affrontare una nuova minaccia. Qualcuno ha compiuto un atroce delitto occultando lo scheletro di un bambino in una tana d’istrice. Chi è stato e perché? Riuscirà Al a trovare l’assassino? Un tempo il gigantesco Resident Ivo non era il golem senza cervello che tutti conoscete. Aveva un lavoro, una fidanzata, era anche bravo a scacchi. Poi una fatalità gli ha tolto tutto, compresa la ragione… Ma cosa gli è successo di preciso e in che modo scavare nel suo passato può aiutare Al Crepuscolo a risolvere il giallo dello scheletrino in collina? È stato un omicidio? Un incidente? Chi ha nascosto le ossa nella tana d’istrice? Sarà stato mica nonno Igino in un momento di rabbia incontrollabile? Mentre Al indaga portando alla luce inquietanti verità, prosegue il viaggio in macchina di Lando da nord a sud per salvare la sorella dalla furia cannibale della madre.

 

E finalmente sono riuscita a scoprire l’enorme cliffhanger che aveva chiuso il secondo volume di queste avventure zombie di Al Crepuscolo e Nonno Igino. Soddisfatta? Sì e no. Sì, perché sono rimasta di stucco a scoprire la verità su questo segreto che stava mangiando il cuore e l’anima di Al. No, perché adesso ci sono altre novità che non vedo l’ora di scoprire come vanno a finire.

Quarto volume delle avventure di Al Crepuscolo e della sua lotta contro i Ritornanti e qui si passa a un racconto sempre più intimista. Non mancano certo l’ironia e lo splatter che hanno caratterizzato i primi volumi, ma si va via via verso momenti di riflessione, di rivelazione di cosa erano i nostri protagonisti prima che accadesse l’Apocalisse. O che accadesse la lora personale apocalisse che li ha portati a essere diversi, mentalmente e fisicamente, di quello che sono ora.

Non a caso Al, Nonno Igino e Nonna Clotilde arrivano “solo” al capitolo sei. I precedenti capitoli alternano il viaggio disperato di Lando da Milano alla Calabria e una serie di flashback che ci spiegano come Resident Ivo è diventato l’essere demente che è ora. Prima era solo Ivo Pongelli, un ragazzo normalissimo che aveva una vita come tutti. Ivo Pongelli che inconsapevolmente fa parte di quel segreto che Al ha scoperto e che trova una risoluzione triste e inaspettata.

In questo libro si vede anche il buon cuore di Nonno Igino, che fa finta di essere un duro e puro, ma nasconde dentro di sé sentimenti e ricordi tristi che non troveranno pace. Nonna Clotilde, invece, è sempre alla ricerca di mostarda per i suoi manicaretti e stavolta probabilmente anche lei sarà accontentata.

Finiamo con Lando. Il povero Lando che sente dal telefono che sua madre è uscita dalla bara e sta cercando di mangiare sua sorella Greta. Sì, è ancora in autostrada e si è anche dimenticato di fare benzina, quindi ora ha molteplici problemi da risolvere.

Sono tutte anime perse, alla fine di questa parte, che cercano di aggrapparsi a quelle poche certezze che sono loro rimaste. Possono essere gli affetti personali o il liberarsi la coscienza da un segreto o il non voler far stare male qualcuno a cui vuoi bene e così addolcisci il racconto di una tragedia. Sono pezzi di umanità e il loro viaggio dentro se stessi come sempre magistralmente descritti da Filippo Santaniello.

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