ADELE - RECENSIONE

 

AUTORE: Silvia Martinello

CASA EDITRICE: Essenza di Parole Edizioni

🌟STELLE: 5/5

 

Adele è un racconto intenso e necessario che affronta il tema del revenge porn attraverso la voce di una ragazza di diciassette anni. Un gesto violento e silenzioso sconvolge la sua quotidianità, mettendo in discussione identità, fiducia e futuro.

Con una scrittura delicata ma incisiva, Silvia Martiniello dà forma a una storia di dolore e fragilità, ma anche di consapevolezza e coraggio. Un testo che invita a riflettere su una delle piaghe sociali più drammatiche del nostro tempo, dando voce a chi troppo spesso resta in silenzio.

Adele fa parte della collana Fratture di Essenza di Parole Edizioni, dedicata ai temi sociali e alle crepe invisibili della nostra società.

 

Il racconto “Adele” è la testimonianza di come non ci sia bisogno di una fiume di parole per colpire nel segno.

Quelle poche pagine ti entrano dentro, ti colpiscono, ti fanno stare male. Perché non è possibile che una ragazza di soli diciassette anni abbia paura e si vergoni perché si è innamorata di qualcuno che ha tradito la sua fiducia. E non sto parlando solo come donna, no, parlo come essere umano ad essere umano. Questa lettura mi ha angosciato, leggevo e mi faceva male allo stomaco nell’immaginare il dolore di questa ragazzina chiusa in uno dei bagni della scuola, senza fiato perché ha appena scoperto che il ragazzo di cui si è innamorato ha fatto vedere una sua foto discinta agli amici.

E poi? E poi quando lei lo ha affrontato lui ha risposto con disarmante tranquillità. “Occhio a quel che fai, potrei mostrare anche i nostri video e quelli sono molto intimi, no?”.

Ed eccola lì, sola, confusa, conscia che sarà seguita e schernita dai sorrisini beffardi di tutti a scuola. Perché, diciamoci la verità, a parole si è tutti bravi, ma poi il sorrisetto, la battutina, un’alzata di spalle, un “se la è cercata” li fanno tutti.

Ecco, no. Il revenge porn non è un argomento su cui sorridere. È un argomento su cui bisogna confrontarsi per far capire che la vittima, donna o uomo che sia, non è mai nel torto, mai.

Silvia Martinello ci fa capire che Adele siamo tutti noi, nessuno se lo va a cercare e quel che capita dentro quando succedono queste cose deflagra con una potenza inimmaginabile. E l’autrice nel suo prologo ci ricorda che in Italia si verificano in Italia due episodi di abusi al giorno. Al giorno.

“Mentre io iniziavo ad innamorarmi, lui tesseva. Ero la sua mosca che non sapeva di essere nei guai, senza nessuna via di scampo”. Chi di noi non si è ritrovato in queste parole disperate di Adele che piange davanti a un lavabo a scuola? Chi di noi non ha ascoltato i consigli di genitori o amici che ci dicevano che forse quella persona non era adatta a noi? Ma siamo andati avanti pensando che gli altri non ci potevano capire, non potevano sapere quel che provavamo. E quando la storia finisce è un colpo al cuore. Immaginiamo di provare tutti questi sentimenti e poi venire a sapere che chi amiamo ci ha mostrati a tutti nudi, indifesi, felici di condividere solo con lui quelle immagini intimi.  E oltre al dolore avverti un senso di paura, di sporcizia, non riesci a capire perché possa essere successo tutto questo. È a questo punto che bisogna stringersi al vittima e farle capire che non è sporca lei, ma che ha sbagliato chi ha fatto girare le immagini o i video.

Un racconto potente che dovrebbe davvero essere divulgato nelle scuole.

 

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