UN’IMMAGINE PERFETTA - RECENSIONE
Titolo:
Un’immagine perfetta
Autore: Taylor
Blackfyre
Casa Editrice:
Delos Digital Collana Senza Sfumature
🌟Stelle: 4/5
Un'immagine
perfetta è un romance new adult contemporaneo con elementi spicy. Chiara,
studentessa di fotografia in un'accademia d'arte, è ossessionata dalla
perfezione tecnica nei suoi scatti, ma sente che manca loro qualcosa di
essenziale: emozione, verità, anima. Quando il leggendario fotografo Santiago
Lopez arriva in città per uno shooting e uno stage, Chiara vede la sua
occasione di una vita. Ma sul set incontra anche Mark, modello enigmatico con
sogni nascosti da attore, e tra loro divampa un'attrazione immediata e
travolgente. Chiara si trova stretta tra due opposte visioni del mondo: il
controllo assoluto e la perfezione artistica incarnata da Santiago e la
vulnerabilità autentica che solo Mark riesce a farle sentire. La storia esplora
il confine sottile tra arte e possessività, tra ambizione e amore, tra
controllo e spontaneità.
Questo romanzo
breve di Taylor Blackfyre è davvero molto carino. Si parte da una situazione
normale, con persone normali e la loro vita di tutti i giorni per arrivare a
scandagliare un’esperienza particolare, un fatto che travolge l’esistenza di
ben quattro persone, legate tra loro in maniere diverse.
Chiara è la
nostra protagonista, una giovane che frequenta un’Accademia d’arte e sogna di
diventare una fotografa conosciuta. Diana è la sua amica del cuore, una ragazza
bellissima e fa la modella. Anche Mark è affascinante e fa il modello e vuole
però sfondare in un mondo artistico diverso da quello che sta frequentando in
questo momento. E poi c’è lui, il fotografo, Santiago, detto Santi, una persona
adulta in mezzo a tutti quei ragazzi, ma tante volte essere un adulto non
significa certo essere la persona migliore.
Questo romanzo
breve è raccontato coralmente attraverso la voce dei personaggi più giovani e
devo dire che è molto interessante vedere come vivono la storia ognuno di loro
(non dico altro per non fare spoiler).
Anzi devo dire
che a metà lettura mi è spiaciuto che questo fosse solo un racconto lungo
perché mi sarebbe piaciuto leggere di più, per esempio, del vissuto di Mark e
di cosa si poteva portare dentro. Mi ha fatto anche ridere il primo capitolo
nel quale si legge il suo punto di vista, ma anche qui niente spoiler!
La parte molto
interessante è quella che riguarda Santi e il suo modo possessivo di intendere
l’arte estesa anche alla persona stessa. Per lui l’arte è tutto e se deve
fagocitare anche una persona per averne la parte più bella, più vera a suo
avviso, allora lo farà, non tenendo in conto altro se non di se stesso e di
cosa desidera lui.
Ma l’arte non è
possesso egoistico, l’arte è di tutti e soprattutto l’arte è verità, non bugie,
omissioni o negatività che tanta tossicità possono portare nella vita della
gente.
Qui c’è un lieto
fine, certo, ma la cosa importante qui sono le dinamiche tra personaggi, come
si intrecciano con il loro lavoro e la loro vita di tutti i giorni. Sono
personaggi che possono sembrare sconfitti, ma sanno sempre come riuscire a
rimettersi in piedi.
Un bel libro che
contiene anche scene spicy scritte con delicatezza e che portano il loro
contributo nell’evolversi della storia.

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