LA FIGLIA DEL DIAVOLO - RECENSIONE



Titolo: La figlia del diavolo (Hidden Sins Vol.1)

Autore: Katee Robert

Casa Editrice: Hope Edizioni

Stelle: 4/5


Crescere in una piccola città non è facile, specialmente se sei la figlia della leader della setta locale. Dieci anni fa, Eden Collins ha lasciato Clear Springs, nel Montana, e non ha mai avuto ripensamenti. Ma quando vengono alla luce i cadaveri di giovani donne assassinate, i cui corpi sono stati violati e marchiati con i tatuaggi che contraddistinguono i seguaci di sua madre, Eden, che ora è diventata un’agente dell’FBI, non può fare finta di niente. Allo sceriffo Zach Owens non piace l’idea di mettere Eden in pericolo, nonostante sia una agente addestrata. E sicuramente non si aspettava di essere così attratto da lei. Per quanto sembri calma e rilassata, lui sa che lei non è felice di quel ritorno a casa. Zach la vuole proteggere: dalla madre, dalla setta e dal male che si nasconde dietro i cancelli chiusi di Elysia. Ma Eden è l’unica chiave per quel gruppo così riservato, e potrebbe essere più vicina all’assassino di quanto si possa sospettare…


Un thriller corposo e potente che ti catapulta in un mondo oscuro: quello delle sette e del loro potere di crearsi adepti. E soprattutto del loro potere di farli restare.

Eden Collins non ha dubbi: dopo essere cresciuta nella cittadina di Clear Springs come figlia della donna a capo della potente setta dell’Elysia non ha avuto altre opzioni e ha scelto di andarsene da quel mondo opprimente appena compiuti i diciotto anni. Da sempre insofferente alle regole della setta imposte da sua madre, ha dovuto subire sulla pelle punizioni e rituali terribili. E forse, proprio per riflesso, ha deciso di diventare un agente dell’FBI.

Quando si trova costretta a tornare a Clear Springs a causa di alcuni delitti che coinvolgono donne che le assomigliano in maniera incredibile, e che hanno gli stessi suoi tatuaggi imposti nel periodo della setta, non può certo fare salti di gioia. Assieme allo sceriffo Zach Owens dovrà dipanare una matassa che non sarà semplice sciogliere, soprattutto quando gli indizi non portano sempre al colpevole più logico.

Ho apprezzato molto questo thriller che mischia giallo e mitologia greca. L’autrice, infatti, ha unito in maniera molto apprezzabile la storia della setta con il mito di Persefone, Demetra e Ade, che consiglio a tutti di andare a riscoprire perché anche da lì potreste evincere indizi molto interessanti che potrebbero aiutare alla risoluzione del caso.

Molto interessante anche la disamina dello stato d’animo di Eden che si vede costretta a riprendere i contatti con la madre, e quindi col resto della setta che aveva scelto di abbandonare, e che rivive e ricorda sensazioni e situazioni che sono ancora ferite aperte, soprattutto quando è costretta a tornare fisicamente in quella che ormai non è più la sua casa. 

Le vicende di susseguono con una scrittura molto precisa e puntuale, sembra quasi di essere con Eden e Zach e si cerca di capire chi può essere l’assassino e in che maniera si può arrivare a fermare i delitti che iniziano ad aumentare, fino ad arrivare a una conclusione inaspettata, un colpo di scena senza dubbio pericoloso per i nostri due protagonisti.

L’unico neo in tutta questa storia, a mio avviso, è come viene delineata la figura di Eden. Si parla di lei come un agente incredibile, preparatissima, pronta a ogni situazione, invece viene messa ko più e più volte, facendosi sorprendere in maniera anche troppo semplicista dal suo avversario. E questo l’ho ritrovato anche nella figura del suo partner FBI, Vic: mi pare anche lui un po’ troppo sempliciotto e non in grado di gestire situazioni, nonostante la sua esperienza.

Ma tutto sommato il libro è davvero gradevole e consigliato a chi, come me, ama sedersi con il gatto vicino e un buon thriller tra le mani.


Commenti

Post popolari in questo blog