CAN WE GO BACK? - RECENSIONE

 

Titolo: Can we go back?

Autore: Lorena Venticinque

Casa Editrice: ODE Edizioni

Stelle: 3/5

 

È trascorso un anno. Un anno da quando non vedo il suo sorriso. Un anno da quando non sento la sua voce. Ogni mattina mi sveglio con un solo pensiero: Madi non c’è più. E la colpa è la mia.


Ci sono legami che non seguono logiche, ignorano le distanze e restano vivi anche quando il tempo prova a cancellarli.
Quello tra Madison e Liam è uno di questi.

È fatto di silenzi che parlano, di un richiamo che torna sempre, anche quando tutto sembra finito.
Tra paure, scelte sbagliate e strade che si dividono, il loro amore continua a cercarsi.
Perché quando un sentimento è vero, non sparisce. Cambia forma, si nasconde, ma non smette mai di esistere.

 

Lorena Venticinque nel suo college romance crea un piccolo universo popolato da ragazzi legati tra loro da determinati sentimenti, come l’amore, l’amicizia, ma anche l’antipatia. Non solo positività, quindi, come spesso capita tra ragazzi nella vita di tutti i giorni.

Si tratta di un micromondo dove i legami sociali e affettivi la fanno da padrone, anche se magari qualche situazione a volte può apparire confusa e non proprio convenzionale. Per esempio, all’inizio del libro il nostro protagonista, Liam, vede Madison in un albergo dove anche lui alloggia. Visto che non crede ai suoi occhi ed è un anno che non ha più notizie di lei che si è trasferita dal Canada in Italia, decide di seguirla, entra nella sua stanza e fruga nella sua borsa mentre lei è in bagno.

Un po’ inverosimile, ma capisco che tutto questo serviva per dare un avvio alla storia. Alla fine, Liam riesce a convincere Madison a tornare con lui a Vancouver per passare l’estate assieme e ovviamente assistiamo a una serie di alti e bassi sentimentali fino ad arrivare al naturale lieto fine.

E lì sono iniziate le mie perplessità. Per tutto il libro ci sono riferimenti a cosa che sono capitate un anno prima e che hanno segnato l’incontro e l’amore tra i due giovani. Ma sinceramente non ho ben focalizzato i punti accennati dall’autrice, mi sembrava di leggere la seconda parte di un libro che non mi indicava alcun indizio sui fatti accaduti precedentemente. Mi sarebbe piaciuto quanto meno leggere qualche flashback, qualche spiegazione più completa dei fatti che tanto peso hanno nel proseguo della trama.

Un’altra ingenuità che ho riscontrato è il fatto di raccontare tutto quello che succede liquidandolo in poche pagine. Un esempio su tutti: Liam perde una persona cara e tutto questo viene descritto in due pagine. Non si capisce bene come avviene il tutto, non si capisce come Liam metabolizzi il dolore, sembra tutto troppo veloce, con scene che cambiano all’improvviso e personaggi tratteggiati con poche caratteristiche interiori. Mi è sembrato che tutti i ragazzi fossero descritti in 2d, per esser chiara, che non ci fosse la profondità a tutto tondo che ogni figura avrebbe meritato di avere, anche per capire meglio alcune dinamiche e alcuni atteggiamenti che mi sono sembrati davvero inverosimili.

Un college romance ingenuo, che comunque esplora alcune tematiche del mondo giovanile pur non fermandosi ad approfondire personaggi e atteggiamenti.

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