LO STATO DI CONSERVAZIONE DELLE COSE -
RECENSIONE
Titolo: Lo stato
di conservazione delle cose (racconto)
Autore: Salvatore
Claudio D’Ambrosio
Casa Editrice: Self
Publishing
🌟Stelle: 4/5
"Lo stato
di conservazione delle cose" è una storia che si muove nel tempo sospeso
delle decisioni irrevocabili, quando ogni gesto diventa memoria prima ancora di
accadere. Attraverso sguardi diversi, la narrazione attraversa ore decisive,
intime, silenziose, in cui la vita si misura non in ciò che resta, ma in ciò
che sta per andare via. È un racconto sul tentativo disperato e umano di
trattenere qualcosa — un Natale, un figlio, una promessa — anche quando il
mondo sembra già aver deciso al posto nostro. Un libro che non chiede risposte,
ma accompagna il lettore dentro una domanda essenziale: come si conserva
l’amore, quando non c’è più nulla da salvare?
Se si decide di
avvicinarsi a questo racconto bisogna tenere a mente che si deve maneggiare con
cura perché in poche pagine si andrà a conoscere i destini di cinque persone.
Una coppia
incinta, un medico maneggione e snob e due gemelli ancora nella pancia della
mamma e il colpo di scena che viene magistralmente rivelato subito, ad appena
due righe dall’inizio del libro. I genitori dovranno scegliere tra un bimbo e
l’altro a causa di una patologia fetale. E già questa è una notizia che
getterebbe chiunque nel panico e nel dolore.
Ma è proprio qui
che D’Ambrosio spiazza ancora una volta e inizia a raccontare i trascorsi dei
protagonisti adulti, mentre i bambini sono soli e tranquilli nel loro mondo nella
pancia della mamma. Patrizia e Raffaele, i genitori, hanno dei trascorsi di
vita molto duri sulle spalle. Non sono due vite che si sono incontrate per
formare una coppia, sono due solitudini che una sera hanno cozzato l’una contro
l’altra e che da allora si vedono costretti a stare insieme, anche se nessuno
dei due lo vorrebbe davvero. Ci sono segreti e rancori malamente celati che la
fanno da padrone.
Ci sono persone
che vengono considerate essere “meno” solo perché vengono da quartieri poco
raccomandabili o che svolgono lavori umili e così chi si pensa più ricco, come
il dottore, inizia a trattarli con fastidio, non vedendo l’ora di liberarsi di
loro.
Intanto i bambini
continuano a galleggiare nel liquido protettivo nella pancia della loro mamma,
ignari di quel che sta accadendo attorno a loro.
E quando l’ora
arriva, quando la scelta viene compiuta cosa rimane? Nulla, verrebbe da pensare
perché tutto sembra perduto, persino l’amore tra i due protagonista.
E invece no, c’è
sempre una speranza, come quella che Patrizia ritrova nel finale, quando con la
sua mamma scambia poche parole, ma importanti per assorbire la conoscenza del
fatto che non sarà mai sola.
Raffaele rimane
coi suoi fantasmi e i suoi segreti, ma forse anche lui riuscirà a riprendere in
mano le redini della sua vita e a essere finalmente tranquillo in tutti i suoi
giorni.
Qualcosa rimane,
qualcosa che possa essere assimilato a un futuro, nascita dolorosa compresa.
Un racconto
intenso, incentrato sul dolore che sembra affossare le speranze, ma che ti fa
capire nel finale che una piccola luce c’è sempre. Per tutti.

Commenti
Posta un commento